X-nano chiude un round da 3.7 milioni di euro

16 Giugno 2026  -  Azienda

X-nano, startup nata dall’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT), ha chiuso un round seed da 3.7 milioni di euro. L’operazione è guidata da MITO Tech Ventures, fondo di venture capital conforme all’Articolo 9 SFDR e gestito da MITO Technology, insieme a Pietro Fiorentini S.p.A. e a un gruppo di investitori privati.

Le risorse raccolte consentiranno alla società di accelerare lo sviluppo industriale della propria tecnologia e avviare il percorso verso la realizzazione di un impianto pilota per la produzione sostenibile di grafite sintetica mediante pirolisi non-catalitica del metano. Questo è il primo tassello di un percorso volto a sviluppare una filiera europea per la produzione sostenibile di grafite sintetica ad alte prestazioni, materiale strategico per le batterie agli ioni di litio impiegate nei veicoli elettrici e nei sistemi di accumulo energetico.

X-nano nasce dall’attività di ricerca del team guidato da Fabio Di Fonzo, ricercatore presso il Center for Nano Science and Technology di IIT a Milano, con l’obiettivo di sviluppare nanomateriali e rivestimenti avanzati per applicazioni industriali legate alla transizione energetica.

 

La società ha sviluppato un processo industriale proprietario e brevettato basato su un reattore di pirolisi non-catalitico in grado di convertire idrocarburi gassosi di qualsiasi origine – sia fossile, sia bioderivati – in grafite ad alta purezza per batterie al litio e carbonio turbostratico (hard carbon) per batterie al sodio. Il sottoprodotto principale del processo è idrogeno che può o essere usato come fonte energetica del sistema o ceduto ad altri impianti industriali, qualora sia disponibile un’altra fonte di energia elettrica a zero emissioni.

 

La grafite è un materiale critico per la produzione di batterie, in particolare per gli anodi. Lo sviluppo di una filiera europea per grafite sintetica sostenibile e di alta qualità rappresenta quindi un passaggio rilevante per ridurre la dipendenza da catene di approvvigionamento extraeuropee e rafforzare l’autonomia industriale nel settore dell’accumulo energetico. Oggi, infatti, oltre il 90% della produzione mondiale di grafite sintetica per anodi è concentrata in Cina e la rapida diffusione della mobilità elettrica ne sta facendo crescere rapidamente la domanda, con un aumento stimato superiore al 300% entro il 2036 [fonte IEA https://www.iea.org/reports/graphite].

 

“In MITO Technology – commenta Massimiliano Granieri, Presidente di MITO Technology – siamo convinti che all’interno dell’ecosistema della ricerca italiana si nascondano autentiche gemme. Ne abbiamo appena individuata una nell’Istituto Italiano di Tecnologia. Con X-nano siamo convinti di poter contribuire a risolvere uno dei principali colli di bottiglia della transizione energetica: la scarsità di grafite sintetica di alta qualità, una risorsa per la quale l’Occidente dipende quasi interamente da un numero ristretto di Paesi produttori. La minore dipendenza geopolitica e un processo produttivo sostenibile ci rendono fiduciosi che X-nano possa diventare un attore di riferimento a livello internazionale e un investimento altamente attrattivo”.

 

“Siamo costantemente alla ricerca di tecnologie abilitanti – dichiara Cristiano Nardi, Presidente Esecutivo di Pietro Fiorentini – in grado di far evolvere il settore energetico, in particolare quelle che valorizzano il sistema gas. La tecnologia sviluppata da X-nano eleva l’utilizzo del gas naturale e del biometano a un livello superiore, estraendo energia pulita dal metano sotto forma di idrogeno turchese e trasformando il carbonio solido in grafite,. Siamo entusiasti di continuare il percorso in X-nano contribuendo al suo sviluppo tecnologico e industriale e siamo convinti che questo round rafforzi ulteriormente la compagine societaria grazie all’ingresso di competenze in grado di accelerare l’accesso al mercato”.

 

“Il cambiamento climatico è una realtà urgente –  afferma Fabio Di Fonzo, fondatore e AD di X-nano –e l’elettrificazione è un processo irreversibile. Una batteria richiede molti più materiali di un motore a combustione e l’Europa non può sviluppare una propria industria senza controllare l’intera catena di approvvigionamento dei materiali chiave, come fa oggi la Cina. Nel 2022 Paolo Mutti ed io fondammo X-nano con il fine di sviluppare materiali avanzati e sostenibili per accelerare la transizione energetica. Ora abbiamo deciso di focalizzarci sulla produzione sostenibile di materiali chiave per le batterie. Il nostro obiettivo è creare un processo produttivo a zero emissioni e zero consumo d’acqua, in grado di offrire all’industria Europea delle batterie materiali davvero sostenibili, a prezzi competitivi e senza rischi di approvvigionamento”.

 

Focus on: X-nano

X-nano, nanotecnologie per la transizione energetica, è uno spin-off dell’Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Grazie all’expertise acquisita nella preparazione di materiali e rivestimenti mediante processi fisici a ridotto impatto ambientale, X-nano crea nanomateriali con proprietà finora mai esplorate. Le nanotecnologie giocano infatti un ruolo sempre più cruciale nella transizione energetica, con applicazioni che spaziano dalla produzione di idrogeno a batterie di nuova generazione, fino all’energia nucleare del futuro, compresa la fusione. X-nano ha già realizzato diversi materiali avanzati per la produzione di batterie, dalla grafite sintetica realizzata con processi “green”, fino a elettrodi nanostrutturati ad alte prestazioni per le batterie a flusso redox al vanadio. Questi materiali, tra i più critici per lo sviluppo della mobilità sostenibile e per l’integrazione delle rinnovabili nella rete elettrica, consentiranno lo sviluppo di batterie più sostenibili, più efficienti e indipendenti da logiche geopolitiche di approvvigionamento.
x-nano.it

 

Focus on: MITO Technology

Una società di consulenza per fondi di venture capital specializzata in tecnologie sviluppate, tra l’altro, da università e centri di ricerca, principalmente italiani. Vanta un team composto da professionisti con competenze trasversali che spaziano dal trasferimento tecnologico alla gestione della proprietà intellettuale, fino alla strategia aziendale. Al team si sono aggiunti giovani dottori di ricerca con una solida formazione scientifica. Nel 2018, MITO Technology ha lanciato il suo primo fondo, Progress Tech Transfer, dedicato alle tecnologie per la sostenibilità. Nel 2024, MITO Technology ha annunciato il lancio del secondo fondo, MITO Tech Ventures, che investe in tecnologie per la transizione ecologica e la decarbonizzazione, con l’obiettivo di raggiungere l’azzeramento delle emissioni nette (Net Zero).

 

Focus on: Istituto Italiano di Tecnologia (IIT)

Un centro di ricerca scientifica finanziato dallo Stato che promuove lo sviluppo tecnologico con l’obiettivo di sostenere l’eccellenza nella ricerca di base e in quella applicata per favorire lo sviluppo del sistema economico nazionale. L’attività di ricerca di IIT è caratterizzata da una forte multidisciplinarietà e afferisce a quattro aree scientifiche: robotica, nanomateriali, scienze computazionali e tecnologie per le scienze della vita. La produzione di IIT ad oggi vanta più di 20.000 pubblicazioni, oltre 900 progetti competitivi attivi e oltre 60 progetti ERC, più di 1200 titoli di brevetti attivi, oltre 900 contratti di collaborazioni commerciali siglati, 41 start-up costituite e più di 50 in fase di lancio. I brevetti afferiscono per il 7% all’area di ricerca delle scienze computazionali, 26% alle tecnologie per le scienze della vita, 40% ai nanomateriali e il 27% all’area robotica. Lo staff complessivo di IIT conta più di 1900 persone, di queste il 50% proviene dall’estero, da 62 Paesi nel mondo. L’età media del personale IIT è di 37 anni e il 45% è rappresentato da donne. Oltre ai Central Research Laboratories, un network costituito da 4 sedi dislocate sul territorio genovese, IIT conta 12 centri di ricerca distribuiti sul territorio nazionale (Treviso, Torino, Aosta, due a Milano, Trento, Ferrara, Roma, Pisa, Pontedera, Napoli, e Lecce) e 2 outstation all’estero (MIT ed Harvard negli USA).

 

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